La Regione Piemonte e il sistema camerale hanno messo a disposizione il Voucher Digitalizzazione PMI 2026, terza edizione, con 19,2 milioni di euro a fondo perduto per le imprese piemontesi. Questa pagina riassume in modo schematico cosa prevede, a chi è rivolto e — soprattutto — quali problemi concreti di un’azienda si possono risolvere con questi fondi.
Aggiornato al 12 ottobre 2026. Le informazioni sono una sintesi: importi, requisiti e scadenze vanno sempre verificati sul bando ufficiale prima di presentare domanda.
Il Voucher Digitalizzazione PMI in breve
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Ente | Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte (PR FESR 2021-2027) |
| Dotazione | 19,2 milioni di euro (18 da fondi FESR, 1,2 dal sistema camerale) |
| Chi può partecipare | Micro, piccole e medie imprese (e liberi professionisti) con almeno un’unità operativa in Piemonte |
| Tipo di aiuto | Contributo a fondo perduto, tra il 50% e il 70% della spesa a seconda della dimensione e dell’eventuale progetto aggregato |
| Spese ammesse | Beni e servizi strumentali al progetto; consulenza e formazione insieme fino al 30% del totale. Escluse, tra le altre, forniture sotto i 500 € (IVA esclusa), beni usati o in leasing, consulenze amministrative, fiscali e legali |
| Finestra di presentazione | Dal 22 ottobre 2026 (ore 11:00) al 15 dicembre 2026 (ore 16:00), solo online sulla piattaforma ReStart di InfoCamere |
| Precaricamento documenti | Facoltativo, dal 12 ottobre 2026 alle 11:00 su ReStart (non incide sulla graduatoria) |
| Procedura | A sportello: domande valutate in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi |
| Progetti ammessi | “Upgrade digitale” con le tecnologie dell’elenco del bando (es. intelligenza artificiale, cloud, IoT, robotica, ERP, CRM); anche in forma collaborativa tra più imprese con un soggetto aggregatore |
Poiché la procedura è a sportello, conviene preparare il progetto prima dell’apertura: chi arriva per primo ha più probabilità di rientrare nei fondi.
Il problema vero: “non so cosa digitalizzare”
Nella mia esperienza il blocco non è il bando, ma la domanda preliminare: quale problema stiamo risolvendo? Un fondo per la digitalizzazione ha senso solo se parte da un collo di bottiglia reale. Ecco alcuni scenari ricorrenti.
Scenario 1 – Excel ovunque
Sintomo: ordini, clienti e scadenze vivono in fogli Excel diversi, copiati a mano, con versioni che non coincidono. Soluzione: un gestionale su misura o un CRM con un’unica base dati condivisa. Risultato: meno errori, meno tempo perso a cercare informazioni, storico dei clienti sempre disponibile.
Scenario 2 – Il gestionale non parla con gli altri strumenti
Sintomo: la fattura si emette in un programma, gli ordini arrivano via email, il magazzino è su un altro software, e qualcuno reinserisce tutto a mano. Soluzione: integrazione tramite API (es. Fatture in Cloud, pagamenti online, WhatsApp). Risultato: i dati si inseriscono una volta sola.
Scenario 3 – Preventivi lenti e fatti a mano
Sintomo: ogni preventivo richiede ore di calcoli e il cliente aspetta giorni. Soluzione: un configuratore/preventivatore che applica listini e regole in automatico. Risultato: risposte in minuti, meno richieste perse.
Scenario 4 – Troppe richieste ripetitive ai clienti e ai dipendenti
Sintomo: la stessa domanda (stato ordine, orari, documenti) arriva venti volte al giorno. Soluzione: bot Telegram o WhatsApp integrati col gestionale, con eventuale supporto di intelligenza artificiale. Risultato: il personale si dedica a ciò che richiede davvero una persona.
Scenario 5 – Dati che nessuno riesce a leggere
Sintomo: si raccolgono molti dati (macchine, vendite, sensori) ma non si sa cosa dicano. Soluzione: una base dati pensata per l’analisi e cruscotti di controllo. Risultato: decisioni basate su numeri, non su sensazioni.
Come partire: tre domande
- Dove si perde più tempo? Sono i processi manuali e ripetitivi i primi candidati all’automazione.
- Dove si sbaglia più spesso? Ogni doppia digitazione è un errore potenziale.
- Cosa vorrebbero i clienti e non riusciamo a offrire? Spesso è un servizio online.
Con le risposte si costruisce un progetto con obiettivi misurabili, che serve anche per la relazione tecnico-economica richiesta dal bando.
Prima di presentare domanda
- Leggere il bando completo (in particolare l’elenco degli ambiti tecnologici ammessi e l’art. 4 sui requisiti) e le FAQ.
- Precaricare i documenti su ReStart già da ora e tenersi pronti per l’apertura del 22 ottobre.
- Non avviare il progetto prima di aver verificato le regole sull’avvio delle spese.
- Per la parte amministrativa conviene affiancarsi a un consulente bandi o al commercialista; la parte tecnica del progetto si imposta insieme a uno sviluppatore.
Link ufficiali
- Voucher Digitalizzazione PMI 2026 – scheda ufficiale Regione Piemonte
- Piattaforma ReStart di InfoCamere
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